Radio Dimensione Suono


Radio Dimensione Suono

Le autorità italiane però non avevano intuito le potenzialità delle ricerche di Marconi e dunque l'inventore italiano dovette trasferirsi a Londra per proseguire il lavoro. Il 5 marzo del 1896 così Guglielmo Marconi presentò la richiesta per brevettare le proprie migliorie alla telegrafia senza fili - ossia il primo prototipo della radio - anticipando di qualche settimana la prima trasmissione radio di Popov. Lo scoppio della Audiradio e l'ingresso dell'Italia il 10 giugno 1940, favoriscono il lancio definitivo della radio che era all'epoca il mezzo più potente e più veloce, soprattutto per le comunicazioni belliche. Le difficoltà della guerra e i bombardamenti alleati rendono difficili le comunicazioni dell'EIAR e dopo l'8 settembre 1943, il paese è spaccato in due. L'EIAR si trasferisce a Milano e da qui diventa la radio ufficiale della Repubblica di Salò mentre nell'Italia liberata nascono nuove radio: Radio Bari, Radio Napoli, Radio Roma. Una radio dei tardi anni quaranta Nei territori occupati, invece si diffonde, nonostante i tentativi di interferenza da parte dei tedeschi, l'ascolto clandestino delle radio nemiche: Radio Mosca, Radio Vaticana e soprattutto Radio Londra che, sebbene fossero proibite per legge e punite anche con la morte, sono l'unica fonte per conoscere la verità sull'andamento della guerra.

Tra il 1895 ed il 1896 Popov costruì un ricevitore in grado di captare segnali emessi da lontano e ne dimostrò il funzionamento durante alcuni esperimenti a San Pietroburgo. Nel gennaio 1928 l'URI divenne EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche). Con un decreto, il fascismo stabilisce che l'informazione sia gestita dall'agenzia Stefani, l'organo di stampa ufficiale del regime. Intanto l'EIAR, conosce una grande diffusione popolare; similmente a quanto avverrà poi per la televisione, la gente non potendo permettersi una radio nella propria casa si recava ad ascoltarla nei bar e nei locali pubblici, e la propaganda fascista favorì la diffusione di altoparlanti che collegati agli apparecchi trasmettevano i discorsi del Duce nelle piazze di tutto il Paese. Con il progetto ''Radiorurale'', nel 1933 la radio venne diffusa in tutte le scuole d'Italia e permise a molti studenti, di approfondire la conoscenza della lingua italiana che a settant'anni dall'Unità d'Italia era ancora sconosciuta alla maggioranza degli italiani.

Ogni emittente radio ha un proprio nome e un editore, che ne cura il palinsesto e il bilancio. L'editore è responsabile degli ascolti, che l'emittente riesce a raggiungere ed è quest'ultimo che fissa gli obiettivi annui. Negli anni '20 inizia a concretizzarsi l'idea di diffondere contenuti sonori alle masse: nasce la radio come mezzo di comunicazione di massa. Il termine tecnico per una tale diffusione è broadcasting, tale termine sta infatti ad indicare una comunicazione unidirezionale da uno verso molti.