Radio Musica Italiana Anni 60


Radio Musica Italiana Anni 60

Il numero delle radio libere, anche grazie alla mancanza di leggi a riguardo, negli anni seguenti cresce vertiginosamente, il loro numero passa da circa 150 nel 1975 alle 2800 del 1978. Quando poi la radio divenne un apparecchio ad uso domestico, le trasmissioni assunsero ulteriore importanza. Da una parte infatti si diffuse l'abitudine ad ascoltare la musica, permettendo lo sviluppo di nuove forme artistiche, dall'altra questa tecnologia fu un grande strumento nelle mani della politica. Il regime fascista di Mussolini, ad esempio, fece ampio ricorso alla radio per propagandare proclami e discorsi al popolo. Nonostante i vantaggi della radio DAB rispetto ad una tradizionale siano evidenti, è palese come questo sistema digitale nel nostro Paese non sia ancora estremamente diffuso. Le cause di questa problematica possono essere due. La prima riguarda i prezzi di acquisto del dispositivo, qualora si decida di sostituire la propria radio FM con quella digitale. Sul web sono presenti numerose offerte con prezzi che oscillano dai 120 ai 200 euro, a seconda della tipologia di radio. Altro motivo della scarsa diffusione della radio DAB in Italia è la scarna copertura del territorio che sino a questo momento ha scoraggiato gli utenti ad effettuare il passaggio. Ultimo motivo che, finora, ha impedito una rapida diffusione del sistema radio DAB auto è la mancanza di uno switch off delle frequenze FM, a favore di quelle digitali.

Quando riuscì a far passare un segnale attraverso l'Oceano Atlantico, nessuno pot è più mettere in discussione la portata epocale di questa novità. Nel 1960 c' è la differenziazione in tre canali per accontentare un numero sempre maggiore di utenti: il Nazionale diventa Primo e si dedica all'nformazione politica e sociale, il Secondo punta sulla prosa, sulla musica e sul varietà mentre il Terzo diventa il canale culturale ma non troppo. Nel 1966 dal Principato di Monaco iniziano le regolari trasmissioni di Radio Montecarlo, la quale può operare in Italia perch è la sua stazione si trova all'estero. Nasce un contenzioso con cui la Rai decide di ricorrere al tribunale che dà ragione all'azienda di stato e costringe Radio Montecarlo a interrompere le trasmissioni. La “nuova aria” portata dalla contestazione studentesca del 1968 invade anche la radio: cambia il pubblico e si affermano nuovi generi. Un programma manifesto di questo periodo è ''Chiamate Roma 3131'', tre ore di trasmissione quotidiana in diretta telefonica con gli ascoltatori. Il programma nasce il 7 gennaio 1969 ed è un successo strepitoso, che arriva a toccare anche punte di dieci milioni di ascoltatori. Lo conducono Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta e Federica Taddei.

CHI HA INVENTATO LA RADIO? La scoperta delle onde elettromagnetiche catturò l'attenzione di due fisici intraprendenti: l'italiano Guglielmo Marconi ed il russo Aleksandr Stepanovic Popov. In Italia, che di fatto era la patria della radio, il nuovo strumento conobbe maggiori difficoltà ad imporsi. Il radiotelegrafo era stato impiegato in operazioni militari durante la Prima Guerra Mondiale e una legge del 1910 ne proibiva l'uso ai civili. Si deve a Costanzo Ciano, ministro delle poste nel primo governo Mussolini, il quale intuendo l'enorme potenzialità della radio, favorì con diversi provvedimenti legislativi, la nascita della prima emittente italiana: l'Unione Radiofonica Italiana che esordì il 6 ottobre 1924, in una sala in Via Maria Cristina a Roma, nelle vicinanze di Piazza del Popolo, dove abitava Trilussa. In un modesto appartamento dell'ammezzato, con le pareti e il soffitto coperti di pesanti tende per attutire i rumori, la sera del 6 ottobreMaria Luisa Boncompagni aveva dato il primo annuncio. Alle 21, davanti ad un enorme microfono, detto a ''catafalco'', aveva semplicemente detto: ''Unione Radiofonica Italiana, stazione di Roma Uno, trasmissione del concerto inaugurale''. Era seguita l'esecuzione di un quartetto d'archi: Opera 7 di Haydn. Fu poi trasmessa della musica scelta e infine, la prima trasmissione si concluse con il bollettino meteorologico, la borsa e le notizie lette da Ines Donarelli, componente del quartetto d'archi, annunciatrice improvvisata. Il tutto durò soltanto un'ora e mezza. Alle 22.30 le trasmissioni venivano sospese per ''far riposare le esauste valvole''.